• QUANDO /6 Ottobre 2017
  • A CHE ORA /21:00 - 24:00
  • TICKET /Evento gratuito
  • DOVE /Zut! Corso Cavour 83, Foligno
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Cristiano Calcagnile ensemble MULTIKULTI


Cristiano Calcagnile (batteria, percussioni, arrangiamenti)
Massimo Falascone (sax alto, baritono e sopranino, tugombuto, ipad, cracklebox)
Nino Locatelli (clarinetto basso, melodica, campane)
Paolo Botti (viola, violino di Stroh, banjo, salterio ad arco, er-hu, percussioni)
Gabriele Mitelli (tromba, pocket trumpet, flicorno, genis)
Pasquale Mirra (vibrafono, percussioni)
Gabriele Evangelista (contrabbasso)
Dudu Kouatè (percussioni, xalam, calebasse, djembe, effetti, voce)

 

Donald “Don” Cherry ha le fattezze di un folletto africano, associabile alla figura del matto nei tarocchi o al giullare di corte nelle opere shakesperiane.
Imprendibile, solitario ma aggregatore di spiriti curiosi e inquieti.
Un cantastorie autentico e ispirato, avulso allo “star system”, nonostante la sua incredibile caratura ma terribilmente eccentrico.
Cammina fuori dai sentieri, sta nelle radure, nei deserti, negli anfratti metropolitani, alla ricerca di spiriti liberi e di verità da raccontare.
E’ così che vediamo questo grande musicista che, nel periodo di importanti sconvolgimenti sociali ed artistici, che hanno interessato il mondo occidentale dagli anni 50 agli anni 90, ha percorso e segnato sentieri capaci di creare nuove relazioni e connessioni tra culture ed etnie in tutto il pianeta, alla ricerca di una dimensione universale e ritualistica della musica.
Dalle prime Avanguardie Newyorkesi nel quartetto di Ornette Coleman, Paul Bley, John Coltrane a quelle Europee con Han Bennink, Johnny Dyani passando dall’Est Africa, l’India e le sperimentazioni psichedeliche e minimaliste Nord Europee di Terrje Rypdal e Pendereky, Don Cherry non ha mai smesso di cercare linguaggi che  gli permettessero di esprimere la sua natura più profonda e magica attraverso il suono.
Difficile sintetizzare, nello spazio di un concerto una così vasta produzione musicale
Noi cercheremo di farlo costruendo un percorso che possa “visitare” alcuni dei momenti più interessanti della sua carriera artistica, lasciandoci attraversare, piuttosto che possedere, dalla sua musica.